Bolgheri – IMPERIALE

Se la perfezione non esiste… esiste l’imperfetto!

Questa volta mi trovo nel cuore di una denominazione che interpreta il terroir come poche altre, dove di autoctono non c’è alcun vitigno, dove è tangibile però un’estrema cura e conoscenza profonda di una regione che si esprime per unicità e prestigio. Un luogo magico dove i vitigni internazionali trovano la loro autentica espressione. Ci troviamo sotto il piccolo e incantevole villaggio di Bolgheri e la realtà che visitiamo oggi è la cantina Imperiale di Matteo Frollani.

Come dicevo siamo collocati tra i grandi nomi dell’enologia italiana e la responsabilità di cui è carico questo ragazzo sembra stimolarlo ad affrontare il lavoro con una sana leggerezza e serenità. La padronanza e la passione con cui ci parla del suo lavoro è meravigliosa e noi lo ascoltiamo con immenso piacere ed attenzione.

Grande conoscitore della storia della sua terra e delle sue dinamiche, nel corso degli anni si trova pian piano a recuperare i terreni di famiglia e progettare cosi il futuro dell’azienda e di se stesso. Trasmettendo una grande consapevolezza nei propri mezzi, Matteo non sembra avere paura degli schemi che grandi blasoni hanno radicato in questi territori anzi, ne prende forza, sapienza e con coraggio ne interpreta i segreti.
Un personaggio che non passa inosservato e che nell’ombra non credo sappia starci. Un personaggio destinato a far parlare di se. Un personaggio sicuramente da incontrare e conoscere.

In vigna lavora con un rispetto esasperato e in cantina i processi sono semplici e lineari. È cosi che realizza le due etichette, per un totale di 30.000 bottiglie, che rappresentano l’azienda e per molto anche lui stesso.
Da barrique rigorosamente nuove nasce infatti “l’imperfetto”, un Cabernet Sauvignon vinificato in purezza che ha una personalità incredibile; Teso, energico, ancora giovanissimo, quindi vibrante nel suo equilibrio ma in bocca già regala un’esperienza davvero unica. Scommessa vinta secondo me sia per spessore che per potenziale evolutivo… Ne riparleremo quando il tempo ci avrà dato ragione.
Nelle stesse botti dell’imperfetto vinifica poi lo “scapestrato”. Un vino secondo me più ponderato ed equilibrato, ma non per questo si dimostra meno timido e riservato.

L’emozione più grande è ritrovare esattamente nel suo vino questa visione, i tratti di un ragazzo che sta mettendo in gioco se stesso e le proprie certezze. Lo senti nel carattere e in ciò che ti lascia dentro.
Ho apprezzato molto la franchezza con cui sogna il suo futuro, la semplicità e la competenza con cui quotidianamente porta avanti il suo lavoro, l’orgoglio con cui ti presenta i suoi vini e la trasparenza con cui si pone.

Non sono parole di circostanza ma di sincera stima.
Perché nella vita ci vuole coraggio… perché nel mondo del vino servono soprattutto questi produttori.

Grazie dell’accoglienza Matteo, in bocca al lupo e buon lavoro all’Imperiale.