DIONIGI AZIENDA AGRICOLA

L’anima di un territorio in un calice di Sagrantino

L’esperienza più bella che un appassionato di vino può aspettarsi è di avere un’accoglienza che ti faccia percepire la passione di persone che mettono anima e principi nel proprio lavoro. Cosi credo si possa capire a fondo la filosofia di produzione di un azienda.
Questa volta mi sono spinto a Bevagna, un tipico borgo umbro ai piedi di Montefalco, e sono in visita alla Cantina Dionigi, una famiglia in cui il vino si produce con lo scopo unico di rispettare la natura, la materia, ed il prodotto finale nella sua territorialità.

Dobbiamo tornare indietro fino al 1896 quando la famiglia Dionigi inizia a produrre vino, inizialmente per uso domestico e per pochi intimi. Inizia poi un graduale affinamento delle  tecniche di produzione e delle competenze in ambito enologico fino ad oggi, dove si colloca secondo me ai massimi vertici espressivi di questo territorio.
Vengo accolto da Roberto, che entra in azienda nel 2000 e che rappresenta la quarta generazione che raccoglie oggi i frutti di un lavoro sicuramente eseguito con estrema cura e amore dai suoi predecessori. Spirito libero e grande lavoratore, dopo un’esperienza professionale che lo ha tenuto sempre in viaggio, ha deciso di aderire con tutto se stesso a questo progetto facendosi carico, come spesso succede, di molte mansioni all’interno dell’azienda, ovviamente con l’aiuto di tutta la famiglia.

L’azienda è in Bio da 2019 e aderisce ad un interessante progetto di monitoraggio costante delle vigne per poter salvaguardare la longevità del vitigno e portare cosi in cantina un frutto di estrema qualità. La proprietà conta circa 12 ettari vitati e una produzione orientativa di 60.000 bottiglie. Ben 16 sono le etichette realizzate e tutte con una storia, con un legame profondo sia con queste colline che con tutta la famiglia.
Un rispetto viscerale secondo me è rappresentato anche dalla scelta di uscire con il proprio Sagrantino di Montefalco soltanto dopo 8 anni.

Questo per un produttore è un ulteriore sacrificio, ma allo stesso tempo un grande segno di considerazione verso un vino che vogliono si esprima al meglio delle sue potenzialità.
I lunghi affinamenti avvengono al piano di sotto, svariati sono i formati delle botti e differenti le tipologie dei legni; gli assemblaggi finali delle masse, quindi i vini che ne nascono, certificano una sensibilità nel capire le varie dinamiche, a mio parere eccellente, coerente e di grande competenza.

Non so come ringraziare Roberto del tempo che mi ha dedicato, un tempo che è servito per capire quanto sentimento c’è in questo luogo. Tradizione, famiglia, amore per la terra, coraggio e rispetto… Un insieme di emozioni che ritrovo nel mio calice ogni volta che bevo uno dei loro vini e che sono sicuro toccheranno l’anima di molti altri appassionati come me.

Grazie mille per la visita e a presto!