Il Grechetto di Todi – IACOPO PAOLUCCI

IACOPO PAOLUCCI: NELLA CANTINA PICCOLA C’È IL VINO BUONO

Spesso la degustazione di un vino precede le nostre visite in cantina e quando ci colpisce proviamo ad andare direttamente dal produttore per trovare una sorta di coerenza, per cercare di scorgere delle affinità con la sua storia, con i metodi di produzione e in parte anche con la sua personalità.

L’effetto sorpresa è stupendo invece quando si pensa che dietro ad un ottimo vino ci sia sempre un’azienda con una grande tradizione produttiva, ma tutto ciò è smentito dalla semplicità di un piccolo edificio, da una sbarra in ferro a fare da maestoso cancello e da un’etichettatrice manuale con cui Iacopo Paolucci, una ad una, veste le sue bottiglie con grande cura e passione.
Perchè i suoi vini sono secondo noi meravigliosi e proprio impreziositi dall’umile realtà in cui sono prodotti, sostenuti dalla competenza e dall’intraprendenza di questo uomo che ha soltanto 3 anni di produzione alle sue spalle.

L’azienda Paolucci si trova nelle vicinanze di Todi e Montecastello Vibio, per la precisione a Doglio, un luogo isolato dal resto del mondo e preceduto da qualche chilometro di tornanti e strettoie.
Conosciamo appunto Iacopo, il proprietario, un tipo in apparenza un po introverso, ma che con il passare dei minuti si fa travolgere dal fiume della sua passione per il vino e si mostra in tutta la sua bizzarra simpatia.

Una scelta coraggiosa quella di Iacopo che dopo aver terminato gli studi di enologia ed aver praticato il mestiere anche in grandi aziende vitivinicole, decide di investire iniziando a produrre vino con l’acquisizione di una piccola fetta di terreno.
Infatti, con i suoi quasi 5 ettari vitati e le sue 18.000 bottiglie prodotte, crede di aver trovato il giusto equilibrio per puntare alla massima qualità di un prodotto che non sempre riesce a farsi conoscere come si deve.

Il suo Iacopone racchiude tutte le caratteristiche del Grechetto di Todi; non di grande intensità olfattiva ma di una violenza e bellezza che stordiscono il palato e creano immediatamente una feroce dipendenza. Personalità, pulizia, carattere e vigore che difficilmente si dimenticano, il tutto avvolto in un equilibrio che tende alle parti sapide tipiche del Grechetto di Todi ma ben bilanciato dalla struttura e opulenza del vino. Spettacolare!
Oltre a questo stupendo prodotto il Signor Paolucci produce un notevolissimo Viogner e un tipico Trebbiano per onorare le sue origini spoletine, trasmettendovi comunque un’unicità ed un piglio che possono provenire soltanto dalla mano del loro fautore.

Traspare in lui la voglia di contribuire e lottare per la valorizzazione dei vitigni che rappresentano queste colline umbre quali il grechetto, il trebbiano, il sangiovese e non solo. È uno dei pochi produttori che realizza Grero, un’uva sconosciuta ma sempre esistita in queste zone.

All’interno della struttura troviamo il reparto di vinificazione, quello di affinamento, quello dello stoccaggio, l’accoglienza e la sala degustazione. Non si può dire assolutamente che questo non renda l’esperienza molto intima.
Ci racconta dei suoi studi di enologia e delle sue esperienze formative alla corte di grandi produttori da cui assorbiva ogni dettaglio, ogni aspetto e ogni sfaccettatura delle varie fasi  produttive. Poi un giorno decise che era il momento di iniziare a camminare con le proprie gambe e maturò secondo lui l’idea “folle” di mettersi in proprio. A noi non è sembrato cosi folle che una persona cosi competente provi ad esprimere la sua passione e se stesso in maniera libera, ma sarà il tempo che ci dirà chi ha avuto  ragione. Possiamo solo confermare che i suoi vini danno un’indicazione già molto chiara promuovendo la sua scelta.

Idee di una limpidezza disarmante, forza d’animo e coraggio degno del più esperto vignaiolo, pragmatico nell’approccio di produzione e con un potenziale infinito che si percepisce a fior di pelle. È stato un piacere aver conosciuto Iacopo ed ora, se ce lo concede, lo accompagneremo in ogni annata, perché secondo noi ci sorprenderà presto con il genio e l’imprevedibilità che solo un grande artista del vino possiede.

Filippo

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