PODERE CASTELLINUZZA

La rivincita di Lamole

Vallate ripide e boschive, strade impervie e scorci mozzafiato, entriamo nel cuore del Chianti Classico e andiamo vicino a Lamole, conosciamo una famiglia che è stata sempre parte integrante di questo territorio ed oggi ne è uno dei testimoni per la grande qualità dei propri vini. La famiglia Coccia mi accoglie al Podere Castellinuzza e Serena, della quarta generazione, è la figlia che insieme a suo padre porta avanti l’azienda.

Podere Castellinuzza - Chianti ClassicoCon gli occhi pieni di orgoglio mi racconta dalla terrazza di queste terre, molto ricche e predisposte alla viticoltura, che nella loro diversità, delineano un terroir ben preciso di questa zona del Chianti Classico. L’altezza sul livello del mare varia dai 550 ai 700 mt. e questo favorisce le escursioni termiche fondamentali nelle fasi di maturazione, le pendenze creano dei canali in cui il vento soffia sui grappoli disposti su terrazzamenti antichissimi che l’uomo ha realizzato per loro. Piccoli fiumi a valle mantengono rigogliosi i boschi circostanti e questo completa una cornice di sicuro interesse nel capire quali tipi di prodotti ne nascono.

Nel sottosuolo troviamo soprattutto arenaria, composizione che favorisce vini non molto strutturati ma sicuramente eleganti, profumati e di equilibrio. Caratteristiche che ritroviamo nei vini prodotti qui. Tessitura tannica importante ma assolutamente di qualità, freschezza, finezza e di splendida eleganza, senza compromessi e specchio di estrema coerenza in questo angolo di Chianti.

Vigne anche vecchie di oltre cent’anni decorano con le loro forme segnate dal tempo le terrazze, opere di ingegneria realizzate anticamente ancora intatte e solide. Sembra di fare un salto nel passato, nel silenzio di queste valli e nel paesaggio che crea la vite fondendosi perfettamente con ogni suo elemento.Lavorazioni semplici ma ben studiate, le vinificazioni avvengono tutte in vasche di cemento ed ogni vigneto segue la sua strada fino ad essere sapientemente assemblato nel vino finale. Resistendo allo spopolamento delle campagne avvenuto per la maggior parte negli anni 60, questa piccola realtà ha voluto scommettere ed insistere sulla ricchezza delle proprie radici e ciò che rende magico questi posti è esattamente questo, incontrare persone in cui negli occhi si legge l’orgoglio, la soddisfazione e l’amore per ciò che in molti hanno abbandonato senza capirne l’effettivo valore.

E gli occhi di Serena parlano. Raccontano di un amore incondizionato per questa terra, Narrano di una passione che riempie la sua vita, e accendono sicuramente una luce su questo luogo meraviglioso.

Sempre bellissimo essere travolti dalla passione di questi piccoli produttori che pur lavorando non proprio sotto i riflettori, riescono a donare con i loro vini delle grandi emozioni. Dove la diversità è ricchezza, dove il compromesso lascia totalmente il campo alla franchezza e dove il legame vero e puro non si potrà mai spezzare.

È grazie a voi che sono fiero di raccontare le piccole realtà.

Continuate cosi E grazie per l’accoglienza.