Un luogo dove la tradizione è strettamente legata al territorio e ai produttori di Vernaccia, siamo a San Gimignano e siamo stati incuriositi da un produttore che ripone sicuramente una grande fiducia in questo grande vitigno. Conosciamo oggi il Colombaio di SantaChiara.

VERNACCIA DA SEMPRE… E PER SEMPRE

Nel cuore della Toscana lontano dai rumori caotici degli ambienti cittadini, nelle immediate vicinanze della deliziosa San Gimignano sorge il piccolissimo borgo di San Donato.
Abbiamo qui il piacere di visitare il Colombaio di SantaChiara un luogo di lavoro e di passione, dove si percepisce l’ intimo rapporto con un vitigno che qui esprime completamente il suo peculiare carattere.
Come riuscire ad esaltare la Vernaccia, che qui si coltiva e si protegge con estremo orgoglio, ce lo spiega Giampiero, uno dei tre fratelli che ha accettato di accoglierci in questo angolo di paradiso.

Una famiglia la loro che ha sempre avuto con la terra con un rapporto molto intimo anche se  inizialmente la loro fonte di sostentamento era l’allevamento di bestiame, le uve si vendevano a terzi ed il vino si consumavano unicamente in famiglia.
Da sempre si è vissuto in questa minuscola realtà tutti insieme, famiglia e padrone poiché  il padre Mario ha prestato i suoi servizi come mezzadro e poi come responsabile della fattoria di San Donato.
In quei tempi c’era ancora una scuola nel borgo e Giampiero la frequentava prima di andare ad aiutare il babbo nell’attività di famiglia.

Allora si possedevano 4,5 ettari di terreno e la viticoltura come accennavo, non era la primissima attività di sussistenza; oggi invece, con l’ultima acquisizione datata 2014, si è arrivati a possedere 22 ettari vitati e le prospettive sono “leggermente” cambiate.
Dal 2002 si è stabilito che la strada da percorrere era quella della produzione vitivinicola e con estrema passione i tre fratelli si sono immersi in questo mondo che in realtà è stato sempre il loro. L’obbiettivo era ben chiaro, sviluppare ed esaltare la Vernaccia, il vitigno principe di questa porzione di toscana. Con abilità e maestria, la famiglia sta raccogliendo dei risultati veramente importanti, e tutto fa supporre che sia soltanto l’inizio.
Una Vernaccia nuova, nobilitata nei profumi intensi e complessi, sempre sorretta dalla sua struttura per niente esile, pur essendo un’uva bianca. In bocca la troviamo di una pulizia meravigliosa, minerale, piena nel suo vigore che ti conquista da subito per stile.

In pentola bolle qualcosa di unico e gli occhi di Giampiero pieni di orgoglio lo comunicano molto bene.
Mentre racconta come diventerà la cantina scrutando l’orizzonte c’è un melange di emozione ed ambizione, un’energia vitale veramente incredibile. Lo senti dalla sua voce, lo avverti dall’entusiasmo con cui ci illustra il meraviglioso panorama delle sagome dei paesi che scorgiamo in lontananza, lo percepisci dal cuore che senti pulsare dal sottosuolo di questa terra viva.
I progetti sono chiari e vividi nelle loro menti, ma ciò che ci ha colpito è la volontà di rimanere ancorati con i piedi per terra e lavorare duro per ricavare ogni annata il vino migliore, acquisendo maggiore padronanza ed un’ulteriore consapevolezza dei propri mezzi.

Se e quando ci verrà concesso torneremo sicuramente qui a San Donato per parlare di vino, per vedere come questa splendida realtà sia riuscita a compiere altri passi in avanti, per parlare di Vernaccia, per parlare di passione.

Buon Lavoro ragazzi

e Grazie

Filippo Lorenzoni

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