Percorriamo le splendide colline che circondano Montefalco per una nuova visita in cantina, le vigne ormai tendono a colorazioni autunnali con caldi cromatismi che migrano al marrone, arancio, giallo e bordeaux, ci fermiamo da Fongoli e ci accoglie con molta gentilezza e disponibiltà Angelo nel cortile davanti all’ingresso e si ha subito la piacevole sensazione di semplicità e di familiarità.

Una volta entrati sembra di essere in un museo di oggetti per l’agricoltura meticolosamente sistemati in una location molto suggestiva, e si coglie già un’impronta tradizionale e campanilista, nel totale significato positivo del termine, che si riversa esattamente anche sulla produzione del vino.

La cantina nasce nei primi anni del 900 con l’acquisto del terreno di un altra cantina, questo spiega il motivo per cui guardando la pianta dall’alto si può notare che i filari sono praticamente all’interno dei terreni dell’altra; e da quegli anni l’approccio verso la viticoltura è rimasto di tipo classico in linea con la tradizione tramandata da due generazioni.

A livello di terreni vitati Fongoli vanta 20 ettari, esposti molto favorevolmente a sud e tutti raccolti intorno all’azienda, e proprio questa vicinanza facilita le fasi di monitoraggio, raccolta ed inizio fermentazione delle uve potendo scegliere i periodi e le tempistiche più idonee, per ottenere ogni anno il miglior prodotto possibile.

E per un prodotto biologico il controllo e la tempestività sono elementi veramente fondamentali.

Nei locali dell’affinamento troviamo le grandi botti di legno vecchio dove il Rosso di Montefalco per 2 anni, il Riserva per 3 ed il Sagrantino per 4 anni riposano, prima di giungere in commercio.

Veniamo accompagnati in un locale dove l’azienda affinando la sua linea di vini naturali, in botti più piccole, per poter monitorare al meglio il prodotto… E questa politica aziendale, che il Sig. Angelo e la sua famiglia sottolineano con molta consapevolezza, ci riserverà qualche bella sorpresa in futuro.

Suggestivo quanto romantico, è anche il vecchio punto vendita che raccoglie la storia possiamo dire delle produzioni risalenti anche agli anni 60, ancor prima delle denominazioni; Sagrantino in purezza che veniva ditribuito prevalentemente sulle tavole Umbre, quando ancora non veniva imbottigliato, ma veniva venduto nel comprensorio in damigiane.

Passando tra i locali della cantina, strutturata anche in modo da far passare le botti tra gli stretti corridoi, andiamo nel locale in cui avvengono le fermentazioni, effettuate in acciaio, e siamo circondati da imponenti contenitori dove sta avvenendo una delle fasi più importanti per il vino.

Dei vini possiamo dire, senza presunzione, che sono fatti in modo da rispecchiare ciò che la terra intorno dona, franchi, di un corpo importante e intensi; da un Rosso di Montefalco più fresco, fruttato e con ottime doti di bevibilità, al Riserva che amplia il suo spettro olfattivo andando su una spezia scura e confettura, mantenendo comunque una piacevole freschezza, giungendo fino al Sagrantino, espressione del territorio con le sue note di sottobosco, grande intensita, avvolgenza tannica e persistenza in bocca.

Come conclusione mi sento di sottolineare la sensazione positiva che ho avuto lasciando la cantina Fongoli, dove si avverte l’impegno e la volontà di condividere un prodotto spesso non semplice da apprezzare.

Si avverte un amore infinito verso la propria terra, verso i propri frutti, verso la propria regione… E questo amore non può non essere raccontato… Questo amore lo si ritrova nel bicchiere, in vini che raccontano il territorio e in vini che raccontano la storia.

Quindi grazie Angelo e a presto

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