Tra le colline umbre e vicinissima alla meravigliosa Orvieto nasce questa realtà, e una visita in cantina da Palazzone è un’occasione unica per provare dei vini che sono espressione del territorio, molto particolare in queste zone.
Una viticoltura sicuramente moderna ma capace di trarre il meglio da metodi e tradizioni mai estinti.


Visite in Cantina

La storia di Palazzone è una storia di imprenditoria che come tante nel nostro paese nascono per caso, cominciata nel 1969 quando la tenuta viene acquistata da una coppia di milanesi, Angelo Dubini e Mariangela Locatelli, che giunti tra le colline orvietane per un weekend turistico, si innamorano della zona e decidono di comprare la proprietà.

In principio i 70 ettari di terreno erano divisi in due poderi diversi: quello dell’Acqua, chiamato così per via di una sorgente che risulta essere una delle vene della fonte Tione, e quello del Palazzone, perchè comprendeva un maestoso edificio fatto costruire nel 1298 dal Cardinale Teodorico Ranieri come propria residenza di campagna e successivamente adibito a luogo di ospitalità per i pellegrini che sarebbero passati da Orvieto per il primo Giubileo. Oggi il “Palazzone” è stato magnificamente recuperato e restaurato e convertito in una splendida country house

La tenuta si trova al centro della zona sedimentaria dell’Orvieto Classico DOC, ovvero su una porzione di  terreno ideale per la produzione di vini, dove la presenza di argille molto ricche di minerali donano una magnifica acidità e freschezza, sfiorando a volte una spiccata, ma mai esagerata, sapidità.

L’azienda ha 25 ettari vitati sui quali coltiva 14 differenti tipi di uve per produrre 11 etichette….Tutti i vini  rispecchiano lo stile umbro ed orvietano…senza preoccuparsi di compiacere i “palati” internazionali.

Palazzone è tra le prime cantine a coltivare Viogner nel 1942 quando ancora non era consentito in Umbria. Produce un Pinot Grigio fermentato 6 ore con le bucce da cui si ottiene un vino dalla bellissima colorazione ramata. Del famoso Orvieto Classico, realizzato con uve di Procanico, Grechetto, Drupeggio, Verdello e Malvasia, vengono vinificate due versioni, il Terre Vineate, versione fresca, immediata, di grande mineralità, ed il Campo del Guardiano, fiore all’occhiello dell’azienda, ottenuto da una selezione di uve provenienti da un unico appezzamento di vigneto ed affinato per 18 mesi in un luogo non casuale e molto evocativo: una grotta etrusca situata in un bosco in cima alla proprietà……. meravigliosamente come vuole la tradizione.

In questa grotta si produce anche il Musco, blend dell’Orvieto Classico composto però solo da uve Procanico, Verdello e Malvasia, come si faceva un tempo. Questo vino naturale è un omaggio alle tradizioni, un ritorno alle origini, sia per quanto riguarda l’uvaggio che le tecniche di produzione. Molto interessante il risultato…

Il territorio di Orvieto è vocato non soltanto per i vini bianchi secchi ma molto interessante è anche la produzione di vendemmie tardive, vini caratterizzati da una marcata freschezza che li rende molto piacevoli e mai stucchevoli…

Non poteva mancare assolutamente un riferimento ad un elemento prestigioso quanto celebre in tutto il mondo… stiamo parlando della muffa nobile Botrytis Cinerea che in questo territorio, trovando condizioni molto favorevoli,  con disinvolta naturalezza impreziosisce di aromi unici gli acini di Grechetto, Sauvignon Blanc e Procanico, arricchiti inoltre da grande freschezza ed eleganza donate dai terreni di queste colline. Unica…

La produzione è di 130.000 bottiglie, rimasta pressochè invariata dagli anni 90. Ad essere cambiato è invece l’approccio alla produzione di vino: si prediligono metodi semplici, come l’utilizzo di una pressa pneumatica per le uve a bacca bianca e per il sangiovese, ed una meccanica per le uve destinate ai tagli dei rossi e ai vini dolci.

Entriamo nella zona di fermentazione dove troviamo i consueti strumenti per la vinificazione, gestiti però con metodi innovativi: il sistema di controllo della temperatura per esempio avviene grazie all’irrorazione delle pareti delle vasche con acqua sorgiva, così da garantire le condizioni termiche ideali durante tutto il periodo di fermentazione che può durare anche fino a circa 16/18 giorni. E’ molto affascinante trovarsi nei locali allagati tra le cascate d’acqua che scendono dai silos!!! L’acqua dopo aver svolto il suo compito di volano termico viene recuperata, filtrata ed è pronta per essere utilizzata di nuovo.

Quasi tutte le vinificazioni avvengono in acciaio, solo i rossi maturano in botti o barrique per 12 mesi, il Viogner riposa in parte in barrique di rovere e il Musco fermenta in botti di castagno; quest’ultimo viene utilizzato per la sua neutralità e perché autoctono.

Ci spostiamo infine nella zona della degustazione dove chiudendosi le porte, si conclude anche la nostra visita in cantina da Palazzone, lasciandoci il ricordo di una bellissima realtà, attenta e cosciente di quanto il lavoro dell’uomo sia importante, meticolosamente rispettosa della natura e dell’ambiente, ma soprattutto ancorata fermamente alle tradizioni che sussurrando dal passato saranno la guida per affrontare con audacia il futuro.

Grazie per l’accoglienza.

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